“La contaminazione delle acque sotterranee in Campania da sostanze cancerogene come tricloroetilene e tetracloroetilene apre uno scenario gravissimo e i cittadini devono sapere chi sta attentando alla loro vita nelle istituzioni”.
Lo dichiara Rossella Solombrino, segretaria nazionale del Movimento Equità Territoriale.
“In Campania ci stiamo svegliando con una consapevolezza terrificante: mentre prepariamo una tisana, laviamo una mela o cuciniamo un piatto di pasta ai nostri figli, ci avvelenano attraverso l’acqua.
L’Università Federico II avrebbe allertato le autorità competenti già il 20 febbraio scorso. Sono passati oltre due mesi e vogliamo capire cosa sia stato fatto fino ad oggi. La Regione Campania ha imposto verifiche immediate davanti a un potenziale disastro sanitario? Il commissario straordinario della Terra dei Fuochi nominato dal Governo Meloni, il generale Giuseppe Vadalà, ha affrontato il tema dell’inquinamento delle acque? Sono stati controllati falde, pozzi, aziende e aree agricole coinvolte o si continuano a pettinare le bambole mentre in Campania si continua a morire di tumore molto più del resto d’Italia?
Il Governo non può nascondersi dietro la regionalizzazione delle competenze mentre emerge l’ennesimo disastro in territori devastati da anni di sversamenti, roghi tossici e bonifiche mai completate. Servono immediatamente bonifiche vere, miliardi di euro, controlli senza precedenti e date certe sugli interventi.
Durante la campagna elettorale avevamo inoltre proposto un registro sanitario e oncologico geolocalizzato, aggiornato anche attraverso le segnalazioni dei medici di base, per comprendere con precisione dove si sviluppano determinate patologie e intervenire tempestivamente. Perché senza dati reali continueremo a contare morti senza capire fino in fondo dove e perché ci si ammala.
La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha già condannato l’Italia per non aver protetto adeguatamente le popolazioni esposte all’inquinamento della Terra dei Fuochi. Per questo il Movimento Equità Territoriale avvierà una raccolta firme e una petizione dinanzi al Parlamento Europeo e alle istituzioni europee per chiedere verifiche indipendenti, monitoraggi permanenti e responsabilità precise”.



